Gianni Dova

Cara Maura, come sai, perché ne abbiamo più volte parlato, quello che mi attrae nell’opera di un pittore, salvo ogni altro successivo approfondimento, è in primo luogo la padronanza e la perizia tecnica, poiché penso che tutto quanto è “bello” sia anche ben costruito: spazi e stesure, pieni e vuoti, luci e ombre ed i ritmi del disegno e delle forme. La materia perciò diventa espressiva solo a condizione che un’opera non possa che essere dipinta così com’è, unica ed immodificabile anche nei dettagli tecnici. Ora quello che mi colpisce nel tuo lavoro è proprio il constatare come tu abbia così rapidamente raggiunto un tale livello tecnico con cui affrontare, anche monocromaticamente ogni soggetto: frammenti di paesaggio, rampicanti sul muro o la figura con una cura del particolare che non scade nella minuzia ma che anzi arricchisce l’insieme proprio perché lo rivela e lo mette in luce (come la luce degli occhi in un viso) e lo fa vivere e lo anima: tu dai espressione e tenerezza e stupore a quello che dopo io riconosco nella realtà come una proiezione dell’invisibile.

Tuo Gianni Dova 

Gianni Dova

Maura Jasoni, presentazioni di G. Dova, A. Possenti, D. Lajolo, catalogo mostra (Sarzana, Galleria “Pomarancio”, agosto 1982), Sarzana, Zappa, 1982 

Gianni Dova e Fausto Maria Liberatore con Maura Jasoni 

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