Sotto la pelle della storia

Maura Jasoni – Abbandono (1974)

Sotto la pelle della storia 1

Maura Jasoni (La Spezia, 1951) celebra quest’anno cinquant’anni di carriera artistica. È protagonista della cultura visiva della Spezia dai primi anni settanta, quando, dopo essersi diplomata al Liceo Artistico di Carrara, entra a far parte della galleria il Minotauro. Tiene qui diverse personali e, negli anni, ha modo di incontrare personaggi in vista della scena spezzina, tra cui Mario Soldati, che viveva tra Milano e Tellaro sin dagli anni sessanta, Gian Carlo Fusco, Gino Patroni, Arrigo Petacco e Ferruccio Battolini. Quest’ultimo la descrive nel 2003, in una pubblicazione realizzata in occasione di una sua personale a Sarzana, come: “creatrice di situazioni dialettiche nel mondo della comunicazione visiva, organizzatrice di eventi espositivi, ricercatrice accanita di un “suo” modo compositivo”2 .

Con in mente la sua lunga carriera e tutte le figure importanti del mondo dell’arte da lei incontrate in questi cinquant’anni, tra cui ricordo, tra gli altri, l’artista cubano Wifredo Lam, Armando Pizzinato, Gianni Dova e Mino Maccari, il mio incontro con la Jasoni avviene nella sua casa-studio a Sarzana e percorrendo le stanze della sua ampia abitazione, ho la possibilità di indagare alcune opere appese alle pareti e di scoprirne altre sui cataloghi che lei mi mostra e che, generosamente, mi regala.

Il suono delle meravigliose parole a lei dedicate da critici d’arte, scrittori, e artisti, rimbalza dalle tele e dai colori, dalle carte, dai pastelli e dagli inchiostri. Anch’io scopro lì una mia storia da raccontare, sotto la pelle materica della sua pittura.

In un primo momento non posso che aderire a quanto alla fine degli anni Settanta annotava sul suo lavoro Gian Carlo Fusco: “Mi colpisce tuttavia, inevitabilmente, l’instabilità della “maniera”. Il variare continuo, senza riposo, senza appagamento, dei temi trattati. Dei mezzi espressivi, delle soluzioni visive, delle materie, delle segnature, degli spazi, dei tagli”3 Poi il mio sguardo, viene conquistato da alcuni ritratti di donne – Maura mi dice che ne esistono altri, acquistati da chi ha posato – che lei ambienta in atmosfere memori della secessione viennese, o da alcune figure di schiena con capigliature studiatissime o con cappelli raffinati: e quindi leggo, ritrovo, un racconto in cui protagoniste sono le donne con la loro elegante fisicità e l’amore per gli accessori, immerse in un’atmosfera calma e distaccata, sempre coloristicamente costruita.

La stessa maestria che si avverte nella pittura di genere: i paesaggi con rocce spoglie e dure, memoria di viaggi in Sardegna, e la natura morta, in tele dove compaiono, mele, pere, limoni, e poi una bouganville strepitosa, immagini di un ambiente quotidiano, intimo. Una pittura di mestiere, come sottolineava Dova nel 19824, che evolve nel tempo, stabilmente calibrata nella resa materica e sempre attenta al dettaglio del reale.

Ma sono alcuni lavori giovanili che mi colpiscono particolarmente. La figura femminile compare in mezzo a foglie di edera e l’atmosfera è carica di erotismo, magia, sogno. E poi uno stupefacente nudo, forse un po’ inquietante, ma solo perché non capisco subito cosa ci sia lì tra le sue gambe. Credendo di vedere degli organi genitali maschili, Maura prontamente mi corregge: “No, è un parto”, che esclusiva prerogativa del femminile, qui si trasforma in una visione surreale, carica di mistero e pericolo.

Il mio attraversare l’arte della Jasoni si conclude con due figure maschili, forse le uniche da lei realizzate, due ritratti dedicati a due personalità estremamente affascinanti e sentite come fondamentali dall’artista, di cui mette in risalto vanità e ossessioni: lo scrittore, poeta e critico d’arte Raffaele Carrieri con il suo cilindro in testa e Gian Carlo Fusco, assorto nella lettura, ritratto forse a sua insaputa. Lascio a lui, scrittore, giornalista e “incantatore”5, le parole conclusive, perché definitive oggi come allora: “…, Maura Jasoni lavora seriamente, intensamente, per incontrarsi, tutta intera, in quello che fa. E questo le dà già diritto a un posto distinto fra gli artisti italiani più indicativi…”6.

Francesca Cattoi, giugno 2022

  1. Paolo Levi, Sotto la pelle della storia, presentazione depliant mostra (Biella, Galleria “Arte Bi”, maggio 1975), 1975[]
  2. Ferruccio Battolini, Maura Jasoni, fra incanti e interrogativi, in !Maura Jasoni”, (catalogo della mostra a cura di Francesca Mariani, Sarzana, 2003), Associazione culturale Onlus !Arteelibertà” La Spezia, 2003, p.7[]
  3. Gian Carlo Fusco, Viaggio attorno a Maura Jasoni, La Spezia, Tipolitografica, 1979[]
  4. Maura Jasoni, presentazioni di G. Dova, A. Possenti, D. Lajolo, catalogo mostra (Sarzana, Galleria !Pomarancio”, agosto 1982), Sarzana, Zappa, 1982[]
  5. Dario Biagi, L”incantatore. Storia di Gian Carlo Fusco, Avagliano Editore Cava de Tirreni, 2005[]
  6. Fusco, cit.[]

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